Fotografia

Tu sei qui

L'Invisibile si fa Danza - Finissage

Mostra fotografica
L'INVISIBILE SI FA DANZA
di Fabio Massimo Fioravanti

Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d'Ocre, Palazzo Cappa Cappelli - L'Aquila
Dal 25 maggio al 15 giugno 2024

Finissage 15 giugno 2024 ore 18.00
Conferenza Il corpo eretico di Maria Pia D’Orazi.

Sabato 25 maggio 2024 alle ore 18.00, presso la sede della Fondazione de Marchis, al primo piano di Palazzo Cappa Cappelli, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre è lieta di ospitare la mostra L’invisibile si fa danzadi Fabio Massimo Fioravanti

La mostra, oltre ad essere un reportage sul butō, vuole indagare il rapporto tra visibile e invisibile, i confini tra ciò che è visibile, ciò che non è visibile e ciò che a volte crediamo, o pensiamo, di vedere. Fin dagli inizi la fotografia è stata profondamente affascinata dalla danza butō perché quest’arte porta il linguaggio fotografico ai suoi limiti estremi, interrogando la fotografia nella sua essenza più vera: che cosa è il vedere? Cosa vediamo realmente? Cosa crediamo di vedere?

Un’arte anti-spettacolare, non rappresentativa, a volte quasi “invedibile” (spesso si svolge del tutto al buio) interroga la fotografia (scrittura con la luce) nel suo profondo. Ecco perchè alcuni grandi fotografi sono stati attratti dal butō e lo hanno fotografato, come Heiko Hosoe o William Klein, producendo capolavori assoluti della storia della fotografia.

 
BIOGRAFIE

Fabio Massimo Fioravanti è nato a Roma nel luglio del 1955. Dopo la laurea in Lettere Moderne, conseguita presso La Sapienza Università di Roma, inizia nel 1980 l’attività di fotografo professionista collaborando con riviste italiane e straniere, case editrici e agenzie d’immagini. Unisce le sue due grandi passioni di vita, il viaggio e la fotografia, realizzando numerosi reportage fotografici sul Giappone, l’Asia Centrale, l’India, l’Africa del sud ed il Medio Oriente. Collabora con numerosi artisti, pittori, musicisti, scrittori, attori, performer, a progetti multidisciplinari in comune, con il J.P.A.R.C. (Japanese Performing Arts Research Consortium) di Kyoto, con la Scuola Teatro Kongoh, una delle quattro Scuole in cui si tramanda il teatro Noh. Nel 2020 ha vinto in collaborazione con Anna Onesti il Premio Internazionale della Fondazione Cesare Pavese. Ha pubblicato numerosi libri fotografici tra cui Kyoto Butoh-kan, Voglino Editrice 2021 e Una storia quasi solo d’amore, Feltrinelli 2018. È autore di numerose mostre personali e collettive in Italia e Giappone: Oltre il Ventaglio, Castello di Moncalieri, Torino, 2023; Butoh; L’invisibile si fa danza, Spazio Arti Floreali, Roma, 2023; Presentazione, con proiezione, del libro Kyoto Butoh-kan in conversazione con Maria Pia D’Orazi, Museo Maxxi, Roma, 2022; Japan Performing Arts: Teatro Noh e Danza Butoh nelle fotografie di Fabio Massimo Fioravanti, Radici Laboratorio, L’Aquila 2022; Trame Giapponesi / Japanese Tales, Museo Nazionale d’Arte Orientale, Venezia 2022.

Maria Pia D’Orazi, giornalista e storica del teatro. Ha insegnato come docente a contratto a La Sapienza Università di Roma, al Dams dell’Università “Roma Tre” e alla Libera Accademia di Belle Arti RUFA (Rome University of Fine Arts). Attraverso lo studio del butō, danza d’avanguardia giapponese degli anni ’60, e del Teatro di ricerca del Novecento, il suo percorso si è focalizzato sul significato del corpo nella nostra epoca e sulle sue potenzialità rivoluzionarie. Numerose sono le sue collaborazioni professionali: ha curato per il MAXXI – Museo Nazionale delle arti del XXI secolo di Roma tre conferenze-spettacolo sulla storia della danza butō nel suo rapporto con la fotografia e l’avanguardia giapponese degli anni Sessanta e, con Akira Kasai, ha collaborato e lavorato su progetti di danza dal 2004 al 2016. È intervenuta sul butō a convegni in Italia, Spagna, Germania, Giappone e Stati Uniti, e scritto per pubblicazioni internazionali e riviste specializzate. Dal 2007 lavora per il canale televisivo La7, dove al momento è una delle autrici del quotidiano di storia e attualità “C’era una volta il Novecento”.

Fino al 15 giugno sarà possibile visitare la mostra nei seguenti orari:

  • martedì 11.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00
  • giovedì 11.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00
  • venerdì 16.00 – 19.00
  • sabato 16.00 – 19.00
  • domenica 11.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00

Ingresso libero

Vai all'evento Scarica la locandina

L'Invisibile si fa Danza - mostra fotografica di Fabio Massimo Fioravanti

Mostra fotografica
L'INVISIBILE SI FA DANZA
di Fabio Massimo Fioravanti

Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d'Ocre, Palazzo Cappa Cappelli - L'Aquila
Dal 25 maggio al 15 giugno 2024

Inaugurazione 25 maggio ore 18:00.
Con l’opera-performance Ianus di Damiano Fina (Cortile Palazzo Cappa Cappelli).

Finissage 15 giugno 2024 ore 18.00
Conferenza Il corpo eretico di Maria Pia D’Orazi.

Sabato 25 maggio 2024 alle ore 18.00, presso la sede della Fondazione de Marchis, al primo piano di Palazzo Cappa Cappelli, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre è lieta di ospitare la mostra L’invisibile si fa danzadi Fabio Massimo Fioravanti

In mostra quaranta fotografie, realizzate negli anni 2016/2023 in Italia ed in Giappone, di danzatori butō diversi per stile, generazione di appartenenza e nazionalità: dal leggendario Akira Kasai, considerato uno dei tre storici fondatori del butō (insieme a Tatsumi Hijikata e Kazuo Ohno) a Kan Katsura, da Ima Tenko a Atsouchi Tachenouchi, da Masami Yurabe a Fukurozaka Yasuo, da Reiji Kasai fino ai giovani Ken Iv, Cao Yuan e Du Yufang, insieme ad altri. Prevalentemente di nazionalità giapponese, ci sono anche butoka italiani, francesi, americani e filippini.

La mostra è accompagnata dalla proiezione di un video di performance storiche del butō realizzato da Maria Pia D’Orazi (storica della danza butō e giornalista) con alcuni rari filmati degli inizi di questa arte (1950-1970).

Completano la mostra l’esposizione di documenti – inerenti al butō – dell’archivio di Giorgio De Marchis relativi al suo soggiorno a Tokyo come Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, e di alcuni rari libri fotografici sul butō come Kamaitachi di Heiko Hosoe, Dance Happening di William Klein o Min Tanaka di Eishu Kimu.

Il giorno dell’inaugurazione Damiano Fina danzerà Ianus, la sua ultima opera-performance nel cortile di Palazzo Cappa Cappelli, sede della Fondazione. Invece durante il finissage di sabato 15 giugno 2024, Maria Pia D’Orazi terrà la conferenza Il corpo eretico, sulla storia e le dinamiche del butō.

La mostra, oltre ad essere un reportage sul butō, vuole indagare il rapporto tra visibile e invisibile, i confini tra ciò che è visibile, ciò che non è visibile e ciò che a volte crediamo, o pensiamo, di vedere. Fin dagli inizi la fotografia è stata profondamente affascinata dalla danza butō perché quest’arte porta il linguaggio fotografico ai suoi limiti estremi, interrogando la fotografia nella sua essenza più vera: che cosa è il vedere? Cosa vediamo realmente? Cosa crediamo di vedere?

Un’arte anti-spettacolare, non rappresentativa, a volte quasi “invedibile” (spesso si svolge del tutto al buio) interroga la fotografia (scrittura con la luce) nel suo profondo. Ecco perchè alcuni grandi fotografi sono stati attratti dal butō e lo hanno fotografato, come Heiko Hosoe o William Klein, producendo capolavori assoluti della storia della fotografia.

La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre viene istituita a L’Aquila nel 2004 allo scopo di conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e librario raccolto dal professor Giorgio de Marchis nel corso della sua carriera di storico dell’arte. Manifesti, locandine, inviti e brossure sono solo alcuni esempi delle tipologie documentarie che caratterizzano l’archivio composto da quasi 200.000 pezzi. Cataloghi di mostre, monografie e saggi, che popolano la biblioteca, contribuiscono a restituire l’immagine di un periodo denso di cambiamenti non solo a livello sociale ma anche storico-artistico, quale gli anni Sessanta e Settanta in Europa. Dal 2018 abita gli spazi del primo piano del Palazzo Cappa Cappelli che apre costantemente per eventi, mostre e collaborazioni con artisti ed enti.

«Che cosa è il vedere? Cosa vediamo realmente? Cosa crediamo di vedere?»

BIOGRAFIE

Fabio Massimo Fioravanti è nato a Roma nel luglio del 1955. Dopo la laurea in Lettere Moderne, conseguita presso La Sapienza Università di Roma, inizia nel 1980 l’attività di fotografo professionista collaborando con riviste italiane e straniere, case editrici e agenzie d’immagini. Unisce le sue due grandi passioni di vita, il viaggio e la fotografia, realizzando numerosi reportage fotografici sul Giappone, l’Asia Centrale, l’India, l’Africa del sud ed il Medio Oriente. Collabora con numerosi artisti, pittori, musicisti, scrittori, attori, performer, a progetti multidisciplinari in comune, con il J.P.A.R.C. (Japanese Performing Arts Research Consortium) di Kyoto, con la Scuola Teatro Kongoh, una delle quattro Scuole in cui si tramanda il teatro Noh. Nel 2020 ha vinto in collaborazione con Anna Onesti il Premio Internazionale della Fondazione Cesare Pavese. Ha pubblicato numerosi libri fotografici tra cui Kyoto Butoh-kan, Voglino Editrice 2021 e Una storia quasi solo d’amore, Feltrinelli 2018. È autore di numerose mostre personali e collettive in Italia e Giappone: Oltre il Ventaglio, Castello di Moncalieri, Torino, 2023; Butoh; L’invisibile si fa danza, Spazio Arti Floreali, Roma, 2023; Presentazione, con proiezione, del libro Kyoto Butoh-kan in conversazione con Maria Pia D’Orazi, Museo Maxxi, Roma, 2022; Japan Performing Arts: Teatro Noh e Danza Butoh nelle fotografie di Fabio Massimo Fioravanti, Radici Laboratorio, L’Aquila 2022; Trame Giapponesi / Japanese Tales, Museo Nazionale d’Arte Orientale, Venezia 2022.

Damiano Fina, danzatore e coreografo, indaga il senso originario dell’eternità attraverso la filosofia e la danza butō. Si è esibito a Parigi, Berlino, Londra, New York, Giappone, in vari festival italiani e conduce regolarmente laboratori di danza con il metodo FÜYA. È docente esterno al master sul metodo IGEA di Erica Poli. Ha conseguito master in “Death Studies” (2023), in “Pedagogia dell’Espressione” (2017), e in “Management delle Arti” (2014). Tra le sue pubblicazioni ricordiamo The dance of Eros and Thanatos: Butoh and Queer Pedagogy dove ha collegato la teoria queer alla danza butoh. Dal 2004 la sua ricerca artistica è stata influenzata dalla meditazione, dalle tecniche di contemplazione e dalla passione per la storia dell’arte; significativo l’incontro con Yoshito Ohno. Dal 2015 sviluppa il metodo FÜYA, basato sulla tecnica dei cinque corpi: fisico, emotivo, spirituale, remoto e alchemico. 

Maria Pia D’Orazi, giornalista e storica del teatro. Ha insegnato come docente a contratto a La Sapienza Università di Roma, al Dams dell’Università “Roma Tre” e alla Libera Accademia di Belle Arti RUFA (Rome University of Fine Arts). Attraverso lo studio del butō, danza d’avanguardia giapponese degli anni ’60, e del Teatro di ricerca del Novecento, il suo percorso si è focalizzato sul significato del corpo nella nostra epoca e sulle sue potenzialità rivoluzionarie. Numerose sono le sue collaborazioni professionali: ha curato per il MAXXI – Museo Nazionale delle arti del XXI secolo di Roma tre conferenze-spettacolo sulla storia della danza butō nel suo rapporto con la fotografia e l’avanguardia giapponese degli anni Sessanta e, con Akira Kasai, ha collaborato e lavorato su progetti di danza dal 2004 al 2016. È intervenuta sul butō a convegni in Italia, Spagna, Germania, Giappone e Stati Uniti, e scritto per pubblicazioni internazionali e riviste specializzate. Dal 2007 lavora per il canale televisivo La7, dove al momento è una delle autrici del quotidiano di storia e attualità “C’era una volta il Novecento”.

A partire dal 25 maggio sarà possibile visitare la mostra nei seguenti orari:

  • martedì 11.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00
  • giovedì 11.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00
  • venerdì 16.00 – 19.00
  • sabato 16.00 – 19.00
  • domenica 11.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00

Ingresso libero

Scarica la locandina

"Lone Crashes" di Daniele Giuliani

La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre è lieta di invitarvi all’evento:
"Lone Crashes" di Daniele Giuliani
a cura di Emiliano Dante

Sabato 4 febbraio 2023 ore 18.00

La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre – ONLUS è lieta di invitarvi alla presentazione del catalogo relativo alla mostra di Daniele Giuliani "Lone Crashes", a cura di Emiliano Dante, tenuta dal 18 novembre all'8 dicembre 2022 presso la sede della Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre.

Una mostra fortemente voluta dalla Fondazione de Marchis non solo per dare la possibilità di conoscere e apprezzare le opere e i lavori di Daniele Giuliani, ma soprattutto per perseguire uno degli obiettivi identitari di questa realtà istituzionale.

Dialogheranno con l’artista il curatore Emiliano Dante e lo storico dell’arte Antonio David Fiore.

Luogo: Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre – Palazzo Cappa Cappelli, Corso Vittorio Emanuele II, 23, L’Aquila.
Contatti: fondazione.demarchis@gmail.com

"Lone Crashes" di Daniele Giuliani

La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre è lieta di invitarvi all’evento:
"Lone Crashes" di Daniele Giuliani
a cura di Emiliano Dante

Venerdì 18 novembre 2022 ore 18.00

La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre – ONLUS è lieta di invitarvi all’inaugurazione della mostra di Daniele Giuliani Lone Crashes, a cura di Emiliano Dante, che si terrà il giorno 18 novembre alle ore 18:00. La stampa sarà ricevuta dalle ore 17:15. Un percorso obbligato, un luogo nel luogo realizzato con tubi e luci, un percorso che accoglie e guida il visitatore alla visione delle opere: 18 disegni frutto del lavoro degli ultimi, intensissimi, mesi.

Una mostra fortemente voluta dalla Fondazione de Marchis non solo per dare la possibilità di conoscere e apprezzare le opere e i lavori di Daniele Giuliani, ma soprattutto per perseguire uno degli obiettivi identitari di questa realtà istituzionale.

La Fondazione de Marchis, come da disposizioni statutarie, si occupa di conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e librario raccolto negli anni da Giorgio de Marchis. Anni di lavoro in Galleria Nazionale di Arte Moderna, anni di critica artistica sulle pagine di prestigiose riviste, anni di studi e discussioni sull’arte del Novecento italiano e non solo. L’Arte, insomma.

E proprio nel rispetto della passione che Giorgio de Marchis nutriva per la storia dell’arte, tanto da farne il suo lavoro, la Fondazione si pone come obiettivo di dare il suo contributo offrendo la possibilità di esporre nei propri spazi. Costruire e organizzare piccole ma preziose esposizioni per perseguire la passione di de Marchis e permettere sempre una maggiore conoscenza del suo lavoro e del suo prezioso patrimonio. L’arte, dunque, non solo dal punto di vista storico, scientifico e di ricerca, ma anche da quello contingente, contemporaneo: uno sguardo sul nostro tempo attraverso gli occhi e le idee di Giorgio de Marchis.

Orari di apertura:

  • martedì ore 10:00-13:00 / 16:00-18:00
  • giovedì ore 10:00-13:00 / 16:00-18:00
  • sabato ore 16:00-18:00
  • domenica ore 10:00-13:00 / 16:00-18:00

Luogo: Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre – Palazzo Cappa Cappelli, Corso Vittorio Emanuele II, 23, L’Aquila.
Contatti: fondazione.demarchis@gmail.com

Scarica la locandina dell'evento Scarica il testo critico del curatore. Guarda il servizio su aqbox.tv

Catalogo "Senza Confini. Fotografia dal vero"

È possibile acquistare il catalogo della mostra: "Senza Confini" Fotografia dal vero direttamente presso la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre – Palazzo Cappa Cappelli, Corso Vittorio Emanuele II, 23, L’Aquila.

È possibile fare richiesta via email all'indirizzo: fondazione.demarchis@gmail.com

La Collezione è costituita da circa 400 fotografie realizzate da una novantina di fotografi italiani e internazionali tra i quali, Claudio Abate, Gianni Berengo Gardin, Elisabetta Catalano, Giovanni Chiaramonte, Ugo Mulas, Willy Ronis, Alan Ross, Marialba Russo, George Silk, Ernesto Treccani, Kim Weston, solo per citarne alcuni. Si tratta di fotografie a colori e in bianco e nero, stampate con differenti tecniche.

Qui di seguito sono riportate alcune delle opere presenti:

 
 
 
 
 
 

  Se non ci diamo il tempo di osservare, non riusciamo a vedere nulla.

– Paul Auster

Senza Confini - Fotografia dal vero

La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre è lieta di invitarvi all’evento:
"Senza Confini"
Fotografia dal vero

Venerdì 14 ottobre 2022 ore 18.00

Inaugurazione della mostra e presentazione del catalogo

La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre conserva, al fine di valorizzare, tutelare e rendere fruibile, la documentazione raccolta da Giorgio de Marchis nel corso della sua carriera di funzionario pubblico, di giornalista, storico e critico d’arte. Un corpus documentario caratterizzato da opuscoli, inviti e locandine di mostre personali e collettive organizzate da grandi musei nazionali e internazionali, blasonate gallerie private, nonché operose e vivaci realtà di provincia. Impreziosiscono questa raccolta i manifesti, testimonianza dell’evoluzione dell’arte grafica e pubblicitaria degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta del Novecento. A completare l’Archivio de Marchis c’è la Biblioteca: cataloghi di mostre temporanee, di esposizioni internazionali e di collezioni museali, manuali, saggi e trattati di storia dell’arte, di estetica e di critica d’arte. Il ruolo della Fondazione però, non è soltanto rivolto alla conservazione e valorizzazione del proprio patrimonio archivistico e librario. Essa può, secondo quanto stabilito nello statuto pensato da Giorgio de Marchis, accogliere donazioni o ospitare temporaneamente collezioni che provengano da altre istituzioni o da privati, previa autorizzazione del Consiglio di amministrazione e del Consiglio scientifico. Proprio un parere positivo è stato quello che ha dato il via a una collaborazione con il Liceo artistico “Fulvio Muzi” dell’Aquila. La Fondazione de Marchis ha accolto, in comodato d’uso, la Collezione di fotografia contemporanea IN-VISTA, nata nel 2008 su iniziativa di due docenti, Giampiero Duronio e Sergio Maritato, sostenuti dal preside Domenico Evangelista.

La Collezione è costituita da circa 400 fotografie realizzate da una novantina di fotografi italiani e internazionali tra i quali, Claudio Abate, Gianni Berengo Gardin, Elisabetta Catalano, Giovanni Chiaramonte, Ugo Mulas, Willy Ronis, Alan Ross, Marialba Russo, George Silk, Ernesto Treccani, Kim Weston, solo per citarne alcuni. Si tratta di fotografie a colori e in bianco e nero, stampate con differenti tecniche.

La proficua sinergia instauratasi nel 2019 tra il Liceo artistico “Fulvio Muzi”, nella persona della dirigente Sabina Adacher, e la Fondazione Giorgio de Marchis, con la direttrice Diana Di Berardino, ha reso possibile l’accordo tra le due istituzioni e il trasferimento della Collezione presso la sede della Fondazione. Dopo aver superato anche le difficoltà imposte dalla pandemia, il 14 Ottobre 2022 alle ore 18,00 verrà presentata una selezione delle fotografie della Collezione a cura di Giampiero Duronio e Sergio Maritato. La mostra dal titolo SENZA CONFINI – fotografia dal vero sarà accompagnata dalla presentazione del catalogo edito dalla casa editrice RVM, impreziosito dai testi critici di Silvia Albertazzi, docente presso il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture moderne dell’Università di Bologna, Marco Belpoliti, docente presso il Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione presso l’Università di Bergamo, Francesca Fabiani responsabile del settore fotografia del MIC e Massimo Fusillo, docente presso il Dipartimento di Scienze umane dell’Università dell’Aquila.

La Collezione è rappresentativa della fotografia del XX secolo, considerata ormai a pieno titolo un linguaggio e un’espressione dell’arte contemporanea, testimonianza dell’insieme di prodotti e fenomeni risultati della contingente cultura pluridimensionale, in cui tecnica, aspetti scientifici e culturali interloquiscono in simbiosi.

Orari di apertura:

  • martedì ore 10:00-13:00 / 16:00-18:00
  • giovedì ore 10:00-13:00 / 16:00-18:00
  • sabato ore 16:00-18:00
  • domenica ore 10:00-13:00 / 16:00-18:00

Luogo: Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre – Palazzo Cappa Cappelli, Corso Vittorio Emanuele II, 23, L’Aquila.
Contatti: fondazione.demarchis@gmail.com

Scarica la locandina dell'evento