Il pittore, l'umanista e il cagnolino

"Siamo a Venezia nel 1502. Ci troviamo nello studio di un umanista. Una luce nitida e dolce entra dalla finestra: illumina gli scaffali pieni di libri e statuette, lambisce il pelo del piccolo cane bianco accucciato che guarda curioso il padrone, seduto alla scrittoio, rapito dalla luce. Siamo in un dipinto: la Visione di Sant'Agostino di Vettore Carpaccio. In questo libro, leggero e minuzioso come una favola umanista, Giorgio de Marchis ci conduce in un vero e proprio viaggio all'interno del quadro. Ma è un viaggio che inizia da lontano, dalle origini della città di Venezia Lungo la strada incontriamo papi e cardinali, dogi e umanisti, e naturalmente pittori: Antonello da Messina, Giovanni Bellini e soprattutto Vettore Carpaccio. "

Giorgio de Marchis, Il pittore, l'umanista e il cagnolino, Torino, Einaudi, 2002